Si può ripensare con un’estetica attuale, ma senza intaccarne il simbolismo, il tradizionale edificio religioso? «Senza dubbio è stata una sfida impegnativa proporre una nuova modalità liturgica», spiegano gli architetti di Kuadra Studio, vincitori di un concorso di progettazione indetto dalla Conferenza Episcopale Italiana e autori di una nuova chiesa in provincia di Palermo. Si tratta della Chiesa Mater Redemptoris di Cinisi: un ampio complesso parrocchiale capace di accogliere circa 700 persone e dotato di una zona nursery all’interno e di un’area esterna con giardino e spazio attrezzato per l’oratorio.
«Il complesso costituisce un nuovo “landmark” che si inserisce e dialoga con il territorio circostante», spiegano gli architetti di Kuadra, che nel progetto hanno inserito dettagli fortemente simbolici capaci di creare un’interessante narrazione. «Lo spazio-chiesa è costituito da un monolite rivestito in materiale effetto lapideo», continuano, «ed è affiancato da una torre campanaria isolata che sembra emergere dal terreno, quasi a unirsi con il cielo, evocando in chiave contemporanea le antiche torri presenti sul territorio circostante».
Centrale, nella composizione architettonica, il ruolo della luce che esalta le forme e i colori del costruito. «Alcuni ambienti, solo apparentemente ipogei, hanno delle forature sul tetto giardino che portano luce zenitale all’interno», dicono da Kuadra Studio, «mentre la navata, grazie a uno sfalsamento della copertura, è illuminata da una cascata di luce zenitale arricchita in alcune zone da prese di luce puntiformi che scaturiscono dalla muratura in pietra». Senza dimenticare la grande vetrata posta sul lato ovest della chiesa che si apre sul “giardino degli ulivi”: «uno scenografico elemento di connessione sia con le sacre scritture che con il paesaggio circostante».
Ma oltre che per la modernità e i forti richiami simbolici, il complesso parrocchiale della Chiesa Mater Redemptoris di Cinisi si distingue anche per l’attenzione alla sostenibilità. Dalla struttura con setti portanti in cemento armato con una forte massa di inerzia termica, isolati esternamente con sistema a cappotto, ai serramenti a triplo vetro e alle aperture dislocate in modo da ridurre l’insolazione diretta. Fino al rivestimento esterno realizzato con il gres porcellanato Mystone Gris Fleury di Marazzi, ispirato alla omonima pietra di origine francese e caratterizzato da una grana non omogenea; nella chiesa di Cinisi, è stato posato con la tecnologia della facciata ventilata: un sistema che garantisce un notevole risparmio energetico, migliora le prestazioni termo-igrometriche, risolve le problematiche relative all’umidità e assicura benessere abitativo sia in estate che in inverno. Una collezione, quella di Marazzi, apprezzata per le performance ma, concludono gli architetti, anche «per la vicinanza estetica con la pietra della montagna retrostante». Per un dialogo armonico tra la chiesa e il paesaggio.